La Paradelta propone per questa nuova stagione una vela di
alta gamma in linea con la nuova concezione di
"competizione ma non troppo" che sembra caratterizzare
l'approccio al volo ad alti livelli di questo fine
millennio. Ma non facciamoci sorprendere, il BreathIess ha
in serbo soprese che lasceranno ... senza fiato!
In gonfiaggio la vela
sale lentamente e progressivamente. Una pizzicata di freno
diventa necessaria solo se la trazionatura è stata
eccessiva, altrimenti l'ala si fermerà sopra la testa del
pilota. L'allungamento elevato, in abbinamento alla salita
lenta, accentua la tendenza della vela a scomporsi in
questa fase: occorre dunque una mano esperta. Il decollo
avviene in pochi passi.
- VOLO LINEARE E
GAMMA DI VELOCITA'
Il
Breathless è un'ala che fa della sensibilità sul
beccheggio e rollio uno dei suoi maggiori pregi e una
delle principali limitazioni all'uso per i piloti meno
esperti. 1 freni, lasciati con la regolazione (non
coraggiosa) della casa, funzionario dal 20 al 70% della
loro corsa. Il range operativo è dunque da considerarsi
ridotto e lo stallo sopraggiunge ad una velocità di poco
inferiore ai 25 km/h.
lI freni rimangono peraltro sempre straordinariamente
morbidi, agevolando il volo in termica, ma rendendo la
possibilità di incappare in uno stallo imprevisto
un'eventualità possibile almeno per i piloti meno
sensibili. L'acceleratore, che si aziona facilmente, ha
una corsa così ampia da richiedere obbligatoriamente una
doppia pedalina.
Con l'uso di questo accessorio, la vela guadagna più di 15
kmlh: noi abbiamo registrato i 54 kmlh con ancora diversi
cm di acceleratore liberi. A questa stupefacente velocità,
l'ala appare stabile e perfettamente gonfia, almeno in
aria calma. L'estetica, con un allungamento simile, è
particolarmente grintosa e riuscita.
Più inclinata che piatta,
soprattutto se la si innesca rapidamente. Non è un'ala che
richiede particolari accortezze di pilotaggio, essendo
abbastanza "classica" nel comportamento. Va tuttavia
considerato che, con il range operativo ridotto e i
comandi morbidi, la sensibilità alla trazionatura è ai
vertici assoluti. Come dire che applicando 4 kg ad
un comando, con il :peso leggermente all'interno, la vela
innesca una vite. Un comportamento che non ci ricordiamo
di avere mai riscontrato durante la prova standard di
"sensibilità comandi".
Va da sé che non è una vela per tutti, ma per chi ha la
"mano" veramente allenata al volo libero in parapendio. E'
un'ala che accetta anche il pilotaggio attivo, anche se a
nostro parere vale la pena di sfruttare la possibilità che
il Breathless fornisce di fare esattamente ciò che il
pilota vuole semplicemente pizzicando il freno con una
forza minima.

- VOLO IN TERMICA E
IN DINAMICA
Termica e dinamica.
In situazioni di volo termico, è divertentissima... se il
pilota è quello giusto! Non è per nulla fisica, i freni
restano sempre leggerissimi, la vela segue immediatamente
i comandi quasi a seguire il pensiero e l'istinto del
pilota, che può avere la sensazione che l'ala 'Taccia da
sé".
Si muove "sinuosa" nelle ascendenze, segnalandole con
puntualità scomponendosi sul rollio e scivolando un po'
d'ala. Per il pilota sarà assolutamente facile, a meno che
sia davvero impermeabile a messaggi così chiari, seguire
termiche che vengono praticamente disegnate dal suo
parapendio.
In dinamica ancora, il suo pregio è il divertimento
nell'eseguire cambi di direzione rapidi e inclinati...
attenzione però, se non altro alla tendenza ad i un minimo
di inerzia che fa proseguire la virata nelle situazioni in
cui il pilota ci ha messo più entusiasmo.
Turbolenza. In turbolenza si ripresenta un
movimento "sinuoso" che il pilota deve seguire. Si ha
l'impressione che questo comportamento ammortizzi
spontaneamente la turbolenza evitando reazioni troppo
secche da parte della vela.
In effetti, non si è riscontrata particolare tendenza alla
chiusura ma tutt'al più qualche rumore dal tessuto dei
bordo di attacco, che denuncia la sollecitazione cui la
vela è sottoposta dall'aerologia. Il pilota deve comunque
obbligatoriamente essere in grado di intervenire
adeguatamente al bisogno, visto il livello delle
prestazioni della nuova Paradelta.
Anche
in questa circostanza, il range operativo limitato dei
comandi diviene un indiscutibile vantaggio.
Il Breathless è dunque ottimo in questa fase, permettendo
uno "stop" completo della velocità orizzontale anche in
assenza di vento frontale. In questo caso l'atterraggio in
pendolata diventa un'esibizione inutile.
Il comportamento è
prevedibile dato l'allungamento dell'ala: se la vela si
chiude fino al 50%, il Breathless non fa una piega e
prosegue nel volo lineare. Se a chiudersi è però una
porzione consistente di ala, diciamo il 70%, si inclina in
una rotazione veloce per riaprirsi comunque quasi
immediatamente ma sempre piuttosto inclinata rispetto
all'orizzonte; diventa dunque indispensabile un controllo
da parte del pilota per il ripristino del volo lineare.
E'come essere sulla
giostra: la propensione all'inclinazione e la lunghezza
del fascio insieme rendono la manovra molto divertente ed
eccitante su questa vola. Non c'è bisogno di raggiungere
inclinazioni estreme, oltre i 90', per essere gratificante
per chiunque. Tendenza alla chiusura ad inclinazioni
elevate nella norma.
L'ingresso è così veloce
e spontaneo (bastano 4 kg appesi ad un comando o un 50% di
freno) che il rischio è tutt'al più di innescarne qualcuna
senza volerlo; soprattutto se si ama il pilotaggio attivo
e si pilota con il peso.
li tasso di caduta raggiunto è buono, -14 m/s. Ci si
aspetterebbe, visti i movimenti sugli assi, un'uscita al
fulmicotone; invece è tutto tranquillo e la vela si lascia
facilmente ricondurre, al volo lineare.
Con un simile
allungamento, i piloti più timidi avranno di che meditare
prima di eseguire tale manovra...
Invece, tutto bene. La trazione richiesta è media,
L'abbattimento è notevole; una volta stabilizzata, il
tasso di caduta di -7 m/s rappresenta un valore medio.
Qualche movimento in corrispondenza delle estremità alari
si riscontra se la manovra viene mantenuta a lungo.
Al rilascio, abbattimento nella norma.
Si
esegue la manovra trazionando progressivamente il cordino
esterno dei tre che compongono il fascio A. Ne segue una
leggera pendolata all'indietro dovuta probabilmente alla
diminuzione di velocità orizzontale per l'aumentata
resistenza, dopodiché ci si stabilizza ad un tasso di
caduta di -3,5 m/s. Al rilascio la riapertura è
automatica, fatta eccezione per l'ultima porzione esterna
che richiede una piccola "pompata" con i freni.
- CONCLUSIONI E
CONSIGLI DI UTILIZZO
"Breathless", senza
fiato, non è un nome certamente casuale per la neonata
della casa di Parma. Lo si rimane spesso, con questa vela
sopra la testa. E non parlo solo della sua bellezza,
dell'allungamento ...
Parlo anzitutto di una velocità massima che sicuramente
supera i 54 km/h. E si sentono tutti, specie se la quota
non è alta e si vede il suolo correre sotto di noi in modo
assolutamente inedito. Poi per avere a disposizione dei
comandi sensibilissimi, morbidi fino all'eccesso, fino a
rischiare lo stallo se il pilota non si rivela altrettanto
sensibile. Ma che gioia nel volo termico, senza mai
sentire la benché minima stanchezza nella braccia... o in
dinamica dove la propensione all'inclinazione diventa
emozione e spettacolo.
Certo, la prima volta che si è in turbolenza si può
rimanere senza fiato, sentendo i continui movimenti
sinuosi e spontanei dell'ala.
In tale caso, è opportuno ricordare che siamo di fronte ad
un'ala avanzata dal pilotaggio molto simile ad un
"conpetition" non per tutti quindi, ma solo per i piloti
che amano partecipare e vincere qualche gara e arrivare
alla fine dei voli di cross.
Difficilmente si può quantificare l'esperienza in anni di
attività, diremo non meno di tre o quattro, ma qui serve
soprattutto una "mano sopraffina", sensibilissima, e una
frequentazione assolutamente assidua dei decolli.
(+) Velocità
(+) Sensibilità e morbidezza comandi
(+) Efficienza
(-) Range operativo comandi ridotto
(-) Tendenza allo stallo
(-) Gonfiaggio |