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     Prova in volo BREATHLESS by "Delta e Parapendio".

   LA PROVA

La prova in volo è stata effettuata dall'équipe di D&P nel periodo dal 9.4.1999 al 16.5.1999. Sono state effettuate un totale di 9,5 ore di volo da n. 3 piloti. testo: Mauro Grimoldi rilevazione dati: Luca Dabbene foto: Dante Porta

La Paradelta propone per questa nuova stagione una vela di alta gamma in linea con la nuova concezione di "competizione ma non troppo" che sembra caratterizzare l'approccio al volo ad alti livelli di questo fine millennio. Ma non facciamoci sorprendere, il BreathIess ha in serbo soprese che lasceranno ... senza fiato!
  • GONFIAGGIO E DECOLLO

In gonfiaggio la vela sale lentamente e progressivamente. Una pizzicata di freno diventa necessaria solo se la trazionatura è stata eccessiva, altrimenti l'ala si fermerà sopra la testa del pilota. L'allungamento elevato, in abbinamento alla salita lenta, accentua la tendenza della vela a scomporsi in questa fase: occorre dunque una mano esperta. Il decollo avviene in pochi passi.

  • VOLO LINEARE E GAMMA DI VELOCITA'

Il Breathless è un'ala che fa della sensibilità sul beccheggio e rollio uno dei suoi maggiori pregi e una delle principali limitazioni all'uso per i piloti meno esperti. 1 freni, lasciati con la regolazione (non coraggiosa) della casa, funzionario dal 20 al 70% della loro corsa. Il range operativo è dunque da considerarsi ridotto e lo stallo sopraggiunge ad una velocità di poco inferiore ai 25 km/h.
lI freni rimangono peraltro sempre straordinariamente morbidi, agevolando il volo in termica, ma rendendo la possibilità di incappare in uno stallo imprevisto un'eventualità possibile almeno per i piloti meno sensibili. L'acceleratore, che si aziona facilmente, ha una corsa così ampia da richiedere obbligatoriamente una doppia pedalina.
Con l'uso di questo accessorio, la vela guadagna più di 15 kmlh: noi abbiamo registrato i 54 kmlh con ancora diversi cm di acceleratore liberi. A questa stupefacente velocità, l'ala appare stabile e perfettamente gonfia, almeno in aria calma. L'estetica, con un allungamento simile, è particolarmente grintosa e riuscita.

  • VIRATA

Più inclinata che piatta, soprattutto se la si innesca rapidamente. Non è un'ala che richiede particolari accortezze di pilotaggio, essendo abbastanza "classica" nel comportamento. Va tuttavia considerato che, con il range operativo ridotto e i comandi morbidi, la sensibilità alla trazionatura è ai vertici  assoluti. Come dire che applicando 4 kg ad un comando, con il :peso leggermente all'interno, la vela innesca una vite. Un comportamento che non ci ricordiamo di avere mai riscontrato durante la prova standard di "sensibilità comandi".
Va da sé che non è una vela per tutti, ma per chi ha la "mano" veramente allenata al volo libero in parapendio. E' un'ala che accetta anche il pilotaggio attivo, anche se a nostro parere vale la pena di sfruttare la possibilità che il Breathless fornisce di fare esattamente ciò che il pilota vuole semplicemente pizzicando il freno con una forza minima.

  • VOLO IN TERMICA E IN DINAMICA

Termica e dinamica. In situazioni di volo termico, è divertentissima... se il pilota è quello giusto! Non è per nulla fisica, i freni restano sempre leggerissimi, la vela segue immediatamente i comandi quasi a seguire il pensiero e l'istinto del pilota, che può avere la sensazione che l'ala 'Taccia da sé".
Si muove "sinuosa" nelle ascendenze, segnalandole con puntualità scomponendosi sul rollio e scivolando un po' d'ala. Per il pilota sarà assolutamente facile, a meno che sia davvero impermeabile a messaggi così chiari, seguire termiche che vengono praticamente disegnate dal suo parapendio.
In dinamica ancora, il suo pregio è il divertimento nell'eseguire cambi di direzione rapidi e inclinati... attenzione però, se non altro alla tendenza ad i un minimo di inerzia che fa proseguire la virata nelle situazioni in cui il pilota ci ha messo più entusiasmo.
Turbolenza. In turbolenza si ripresenta un movimento "sinuoso" che il pilota deve seguire. Si ha l'impressione che questo comportamento ammortizzi spontaneamente la turbolenza evitando reazioni troppo secche da parte della vela.
In effetti, non si è riscontrata particolare tendenza alla chiusura ma tutt'al più qualche rumore dal tessuto dei bordo di attacco, che denuncia la sollecitazione cui la vela è sottoposta dall'aerologia. Il pilota deve comunque obbligatoriamente essere in grado di intervenire adeguatamente al bisogno, visto il livello delle prestazioni della nuova Paradelta.

  • ATTERRAGGIO

Anche in questa circostanza, il range operativo limitato dei comandi diviene un indiscutibile vantaggio.
Il Breathless è dunque ottimo in questa fase, permettendo uno "stop" completo della velocità orizzontale anche in assenza di vento frontale. In questo caso l'atterraggio in pendolata diventa un'esibizione inutile.

  • CHIUSURA ASIMMETRICA

Il comportamento è prevedibile dato l'allungamento dell'ala: se la vela si chiude fino al 50%, il Breathless non fa una piega e prosegue nel volo lineare. Se a chiudersi è però una porzione consistente di ala, diciamo il 70%, si inclina in una rotazione veloce per riaprirsi comunque quasi immediatamente ma sempre piuttosto inclinata rispetto all'orizzonte; diventa dunque indispensabile un controllo da parte del pilota per il ripristino del volo lineare.
 

  • WING-OVER

E'come essere sulla giostra: la propensione all'inclinazione e la lunghezza del fascio insieme rendono la manovra molto divertente ed eccitante su questa vola. Non c'è bisogno di raggiungere inclinazioni estreme, oltre i 90', per essere gratificante per chiunque. Tendenza alla chiusura ad inclinazioni elevate nella norma.
 

  • SPIRALE

L'ingresso è così veloce e spontaneo (bastano 4 kg appesi ad un comando o un 50% di freno) che il rischio è tutt'al più di innescarne qualcuna senza volerlo; soprattutto se si ama il pilotaggio attivo e si pilota con il peso.
li tasso di caduta raggiunto è buono, -14 m/s. Ci si aspetterebbe, visti i movimenti sugli assi, un'uscita al fulmicotone; invece è tutto tranquillo e la vela si lascia facilmente ricondurre, al volo lineare.
 

  • STALLO DI "B"

Con un simile allungamento, i piloti più timidi avranno di che meditare prima di eseguire tale manovra...
Invece, tutto bene. La trazione richiesta è media, L'abbattimento è notevole; una volta stabilizzata, il tasso di caduta di -7 m/s rappresenta un valore medio. Qualche movimento in corrispondenza delle estremità alari si riscontra se la manovra viene mantenuta a lungo.
Al rilascio, abbattimento nella norma.
 

  • ORECCHIE

Si esegue la manovra trazionando progressivamente il cordino esterno dei tre che compongono il fascio A. Ne segue una leggera pendolata all'indietro dovuta probabilmente alla diminuzione di velocità orizzontale per l'aumentata resistenza, dopodiché ci si stabilizza ad un tasso di caduta di -3,5 m/s. Al rilascio la riapertura è automatica, fatta eccezione per l'ultima porzione esterna che richiede una piccola "pompata" con i freni.

  • CONCLUSIONI E CONSIGLI DI UTILIZZO

"Breathless", senza fiato, non è un nome certamente casuale per la neonata della casa di Parma. Lo si rimane spesso, con questa vela sopra la testa. E non parlo solo della sua bellezza, dell'allungamento ...
Parlo anzitutto di una velocità massima che sicuramente supera i 54 km/h. E si sentono tutti, specie se la quota non è alta e si vede il suolo correre sotto di noi in modo assolutamente inedito. Poi per avere a disposizione dei comandi sensibilissimi, morbidi fino all'eccesso, fino a rischiare lo stallo se il pilota non si rivela altrettanto sensibile. Ma che gioia nel volo termico, senza mai sentire la benché minima stanchezza nella braccia... o in dinamica dove la propensione all'inclinazione diventa emozione e spettacolo.
Certo, la prima volta che si è in turbolenza si può rimanere senza fiato, sentendo i continui movimenti sinuosi e spontanei dell'ala.
In tale caso, è opportuno ricordare che siamo di fronte ad un'ala avanzata dal pilotaggio molto simile ad un "conpetition" non per tutti quindi, ma solo per i piloti che amano partecipare e vincere qualche gara e arrivare alla fine dei voli di cross.
Difficilmente si può quantificare l'esperienza in anni di attività, diremo non meno di tre o quattro, ma qui serve soprattutto una "mano sopraffina", sensibilissima, e una frequentazione assolutamente assidua dei decolli.

  • IN ... e OUT....

(+) Velocità
(+) Sensibilità e morbidezza comandi
(+) Efficienza
(-) Range operativo comandi ridotto
(-) Tendenza allo stallo
(-) Gonfiaggio

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