Per alcuni anni Andrea Boschi, testa
pensante della casa parmense, ha fatto parlare di sè più
per i suoi prototipi e le sue ricerche sempre innovative
che per la produzione di vele destinate al grande
pubblico. Dopo una lunga assenza, ecco dunque il ritorno
"alla grande" di una casa sempre attenta all'innovazione,
con un mezzo facile e dall'estetica gradevole, che mira
alla top-ten delle vendite di vele.
Andiamo
a scoprire i segreti di questa novita.
La vela sale senza alcuna
esitazione, risolvendo da se gli eventuali errori di
posizionamento a terra. Grazie alla facilità del
gonfiaggio, agevola sia l'esecuzione classicha che quella
'Tronte vela". Nel primo caso, si consiglia di trazionare
leggermente i freni per evitare il sorpasso del pilota.
- VOLO LINEARE E
GAMMA DI VELOCITA'
La caratteristica
stupefacente è presto detta: il Break vanta una gamma di
velocità di 30 km/h con l'uso dell'acceleratore, superiore
a quanto abbiamo mai riscontrato. Questo dato si ottiene
grazie ad una velocità minima inferiore a 15 km/h e a una
massima di 45 km/h.
Il significato di questo dato è la grande resistenza della
vela e delle semiali allo stallo, e di conseguenza un
grande guadagno in termini di sicurezza generale.
Peraltro le caratteristiche di pilotaggio trasmettono
l'immagine di un mezzo molto "amichevole", che non crea
problema a piloti di qualunque livello di esperienza.
Estremamente stabile sugli assi, con un range operativo di
comandi che permette di raggiungere lo stallo ben
trazione, il Break è da considerarsi un'ottima vela
iniziale. Le prestazioni sono di tutto rispetto in
relazione alla classe di appartenenza.
Solo i più esperti sentiranno l'esigenza di un pilotaggio
più grintoso e di quel mezzo punticino di efficienza in
più.
L'estetica, caratterizzata dalla forma ellittica con
intercentinatura, è accattivante, in particolare nella
livrea bianca con centine multicolore.
Una
virata equilibrata nell'inclinazione, mediamente veloce e
mediamente precisa. La caratteristica di poter volare a
velocità basse senza rischiare stallo asimmetrico e vite
negativa, permette di affrontare le virate anche a
velocità ridotte, gestendo ottimamente le virate contro
pendio e le termiche strette.
Aggiungendo lo spostamento del peso, la virata diviene più
reattiva, ma si può anche rinunciare alle vette del
pilotaggio attivo per un volo più rilassato e senza
problemi.
- VOLO IN TERMICA E
DINAMICA
Termica e dinamica.
Con una simile velocità minima, poco da stupirsi se si
riesce ad affrontare le termiche anche con virate
rallentate in massima sicurezza. Questo significa
possibilità di girare con raggi strettissimi, sfruttando
al meglio ogni bolla termica. Basta un poco di vento
frontale per riuscire a frenare in modo da trovarsi quasi
fermi rispetto al suolo.
Intendiamoci, l'efficienza non è da vela di punta,
tuttavia c'è con questo mezzo la possibilità di fare
un'ottima figura proprio grazie alle sue doti di sicurezza
e pilotabilità. In dinamica, la grande stabilità sugli
assi la rende un mezzo efficace, in grado di ottimizzare
le sue possibilità, ma non dei più divertenti per gli
smanettoni e gli amanti del pilotaggio attivo.
Turbolenza. A prova di neofita. Il Break frena ogni
timidezza, ci si troverà in atterraggio ad affermare che
"no, io non ho trovato turbolenza..." semplicemente per la
capacità di grande "ammortizzatore" di questa vela.
Comunica poco, risolve da sola gli eventuali problemi.
Pressoché nulla la tendenza alla chiusura.
La velocità di stallo
particolarmente bassa e il range operativo notevole dei
comandi impongono di anticipare la manovra e possibilmente
di fare un giro di freni sulle mani in caso di vento
debole o nullo. L'alternativa è costituita da un paio di
passi di corsa.
La chiusura asimmetrica è
stata da noi solo simulata durante le prove, in quanto non
vi siamo mai incorsi spontaneamente. All'abbattimento
improvviso e violento dell'elevatore A, la vela reagisce
chiudendo circa il 60% del bordo d'attacco.
Se la si controlla, non sarà difficile in questo caso far
proseguire la vela dritta lungo la traiettoria prescelta.
Se il pilota "cade" all'interno della selletta, innesca
una virata non violenta, riaprendosi comunque da sola
prima dei 90' di rotazione. Comportamento globalmente
eccellente, decisamente adatto ad una vela iniziale.
Solo discreto, ma è il
prezzo della stabilità sugli assi e della conseguente
sicurezza. Intendiamoci, se, come è per molti, ci si può
accontentare di arrivare con la vela sul limite
dell'orizzonte, con un po' di "mano" il Break vi
accontenterà senza farvi rischiare chiusure di bandelle o
porzioni di ala.
Andare oltre è tuttavia complesso e possibile solo a
piloti con esperienza che conoscono i "trucchetti" del
caso.
Meglio agevolare
l'innesco con una pendolata o con un buon spostamento del
peso all'interno. Facilissimo dosare la spirale fino a
ottenere il tasso di caduta desiderato, tenendo presente
che l'uscita automatica non richiede intervento del pilota
fino ai 12/13 m/s. Oltre tale tasso di caduta, la vela
tende a stabilizzarsi in configurazione e dunque occorre
un intervento del pilota per l'uscita e magari una
pizzicata per il controllo della pendolata di ritorno.
E' difficile da eseguire per
la tendenza ad un ingresso in configurazione progressivo,
quasi impercettibile, per stabilizzarsi ad un tasso di
caduta di circa -7 m/s con la vela composta sopra la testa
del pilota.
Occorre stare attenti a non confondersi, magari dare
un'occhiata alla forma della vela o al vario per
accertarsi di aver innescato lo stallo. L'uscita è
caratterizzata da una leggerissima pendolata e da un
rientro progressivo al volo lineare.
Attenzione ad evitare un'azione sui comandi prematura al
ripristino completo dell'assetto di volo.
Sono
possibili CON uno o due cordini esterni del fascio A.
L'esecuzione rimane comunque facile e non si rischia di
scomporre l'assetto di volO del . Break. i tassi di caduta
possono arrivare anche a sfiorare, trazionando due cordini
a fondo, i -4,5 m/s, ne risulta una manovra ottimale per
una perdita quota anche discretamente consistente. La
riapertura avviene lentamente e viene velocizzata dall'intevento
del pilota.
- CONCLUSIONI E
CONSIGLI DI UTILIZZO
Il Break è una vela che
stupisce. Sicuramente un range di velocità di 30 km/h
utili al volo significano una cosa sola: sicurezza. Se poi
tale caratteristica si fonde a una stabilità notevole sul
rollio e soprattutto sul beccheggio, che ammortizza le
turbolenze, e a dei comandi regolati a prova di errore,
abbiamo fatto centro. Si e prodotto un mezzo con uno
standard di sicurezza sicuramente ben superiore alla
media, senza pregiudicare per nulla le prestazioni.
Per completare un quadro certamente ottimistico, si può
aggiungere che la reazione alla chiusura asimmetrica è più
che buona e che le manovre inusuali hanno tutte sortito
ottimi risultati. Una chicca per le orecchie, che
permettono di scendere "davvero" di ben -4,5 m/s.
Il pilotaggio non è "da brivido", ma è invece molto
rassicurante; le caratteristiche generali ne fanno una
vela pacioccona, che piacerà molto ai piloti freschi di
brevetto nonché a coloro che volano saltuariamente e non
desiderano avere grattacapi, emulando i ben noti successi
commerciali passati della casa di Parma.
(+) Range di velocità
(+) Sicurezza
(+) Chiusura asimmetrica
(-) Wing over
(-) Atterraggio
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