Home > Prodotti > Prodotti sportivi > Parapendio > Break > Press


     Prova in volo BREAK by "Delta e Parapendio".

   LA PROVA

La prova in volo è stata effettuata dall'équipe di D&P nel periodo di Maggio 1998. Sono state effettuate un totale di 10,5 ore di volo da n. 3 piloti. testo: Mauro Grimoldi rilevazione dati: Luca Dabbene foto: Dante Porta

Per alcuni anni Andrea Boschi, testa pensante della casa parmense, ha fatto parlare di sè più per i suoi prototipi e le sue ricerche sempre innovative che per la produzione di vele destinate al grande pubblico. Dopo una lunga assenza, ecco dunque il ritorno "alla grande" di una casa sempre attenta all'innovazione, con un mezzo facile e dall'estetica gradevole, che mira alla top-ten delle vendite di vele.
Andiamo a scoprire i segreti di questa novita.
  • GONFIAGGIO E DECOLLO

La vela sale senza alcuna esitazione, risolvendo da se gli eventuali errori di posizionamento a terra. Grazie alla facilità del gonfiaggio, agevola sia l'esecuzione classicha che quella 'Tronte vela". Nel primo caso, si consiglia di trazionare leggermente i freni per evitare il sorpasso del pilota.

  • VOLO LINEARE E GAMMA DI VELOCITA'

La caratteristica stupefacente è presto detta: il Break vanta una gamma di velocità di 30 km/h con l'uso dell'acceleratore, superiore a quanto abbiamo mai riscontrato. Questo dato si ottiene grazie ad una velocità minima inferiore a 15 km/h e a una massima di 45 km/h.
Il significato di questo dato è la grande resistenza della vela e delle semiali allo stallo, e di conseguenza un grande guadagno in termini di sicurezza generale.
Peraltro le caratteristiche di pilotaggio trasmettono l'immagine di un mezzo molto "amichevole", che non crea problema a piloti di qualunque livello di esperienza.
Estremamente stabile sugli assi, con un range operativo di comandi che permette di raggiungere lo stallo ben trazione, il Break è da considerarsi un'ottima vela iniziale. Le prestazioni sono di tutto rispetto in relazione alla classe di appartenenza.
Solo i più esperti sentiranno l'esigenza di un pilotaggio più grintoso e di quel mezzo punticino di efficienza in più.
L'estetica, caratterizzata dalla forma ellittica con intercentinatura, è accattivante, in particolare nella livrea bianca con centine multicolore.

  • VIRATA

Una virata equilibrata nell'inclinazione, mediamente veloce e mediamente precisa. La caratteristica di poter volare a velocità basse senza rischiare stallo asimmetrico e vite negativa, permette di affrontare le virate anche a velocità ridotte, gestendo ottimamente le virate contro pendio e le termiche strette.
Aggiungendo lo spostamento del peso, la virata diviene più reattiva, ma si può anche rinunciare alle vette del pilotaggio attivo per un volo più rilassato e senza problemi.

 

  • VOLO IN TERMICA E DINAMICA

Termica e dinamica. Con una simile velocità minima, poco da stupirsi se si riesce ad affrontare le termiche anche con virate rallentate in massima sicurezza. Questo significa possibilità di girare con raggi strettissimi, sfruttando al meglio ogni bolla termica. Basta un poco di vento frontale per riuscire a frenare in modo da trovarsi quasi fermi rispetto al suolo.
Intendiamoci, l'efficienza non è da vela di punta, tuttavia c'è con questo mezzo la possibilità di fare un'ottima figura proprio grazie alle sue doti di sicurezza e pilotabilità. In dinamica, la grande stabilità sugli assi la rende un mezzo efficace, in grado di ottimizzare le sue possibilità, ma non dei più divertenti per gli smanettoni e gli amanti del pilotaggio attivo.
Turbolenza. A prova di neofita. Il Break frena ogni timidezza, ci si troverà in atterraggio ad affermare che "no, io non ho trovato turbolenza..." semplicemente per la capacità di grande "ammortizzatore" di questa vela. Comunica poco, risolve da sola gli eventuali problemi. Pressoché nulla la tendenza alla chiusura.

  • ATTERRAGGIO

La velocità di stallo particolarmente bassa e il range operativo notevole dei comandi impongono di anticipare la manovra e possibilmente di fare un giro di freni sulle mani in caso di vento debole o nullo. L'alternativa è costituita da un paio di passi di corsa.

  • CHIUSURA ASIMMETRICA

La chiusura asimmetrica è stata da noi solo simulata durante le prove, in quanto non vi siamo mai incorsi spontaneamente. All'abbattimento improvviso e violento dell'elevatore A, la vela reagisce chiudendo circa il 60% del bordo d'attacco.
Se la si controlla, non sarà difficile in questo caso far proseguire la vela dritta lungo la traiettoria prescelta. Se il pilota "cade" all'interno della selletta, innesca una virata non violenta, riaprendosi comunque da sola prima dei 90' di rotazione. Comportamento globalmente eccellente, decisamente adatto ad una vela iniziale.

  • WING OVER

Solo discreto, ma è il prezzo della stabilità sugli assi e della conseguente sicurezza. Intendiamoci, se, come è per molti, ci si può accontentare di arrivare con la vela sul limite dell'orizzonte, con un po' di "mano" il Break vi accontenterà senza farvi rischiare chiusure di bandelle o porzioni di ala.
Andare oltre è tuttavia complesso e possibile solo a piloti con esperienza che conoscono i "trucchetti" del caso.

  • SPIRALE

Meglio agevolare l'innesco con una pendolata o con un buon spostamento del peso all'interno. Facilissimo dosare la spirale fino a ottenere il tasso di caduta desiderato, tenendo presente che l'uscita automatica non richiede intervento del pilota fino ai 12/13 m/s. Oltre tale tasso di caduta, la vela tende a stabilizzarsi in configurazione e dunque occorre un intervento del pilota per l'uscita e magari una pizzicata per il controllo della pendolata di ritorno.

  • STALLO DI "B"
E' difficile da eseguire per la tendenza ad un ingresso in configurazione progressivo, quasi impercettibile, per stabilizzarsi ad un tasso di caduta di circa -7 m/s con la vela composta sopra la testa del pilota.
Occorre stare attenti a non confondersi, magari dare un'occhiata alla forma della vela o al vario per accertarsi di aver innescato lo stallo. L'uscita è caratterizzata da una leggerissima pendolata e da un rientro progressivo al volo lineare.
Attenzione ad evitare un'azione sui comandi prematura al ripristino completo dell'assetto di volo.
  • ORECCHIE
Sono possibili CON uno o due cordini esterni del fascio A. L'esecuzione rimane comunque facile e non si rischia di scomporre l'assetto di volO del . Break. i tassi di caduta possono arrivare anche a sfiorare, trazionando due cordini a fondo, i -4,5 m/s, ne risulta una manovra ottimale per una perdita quota anche discretamente consistente. La riapertura avviene lentamente e viene velocizzata dall'intevento del pilota.
  • CONCLUSIONI E CONSIGLI DI UTILIZZO

Il Break è una vela che stupisce. Sicuramente un range di velocità di 30 km/h utili al volo significano una cosa sola: sicurezza. Se poi tale caratteristica si fonde a una stabilità notevole sul rollio e soprattutto sul beccheggio, che ammortizza le turbolenze, e a dei comandi regolati a prova di errore,  abbiamo fatto centro. Si e prodotto un mezzo con uno standard di sicurezza sicuramente ben superiore alla media, senza pregiudicare per nulla le prestazioni.
Per completare un quadro certamente ottimistico, si può aggiungere che la reazione alla chiusura asimmetrica è più che buona e che le manovre inusuali hanno tutte sortito ottimi risultati. Una chicca per le orecchie, che permettono di scendere "davvero" di ben -4,5 m/s.
Il pilotaggio non è "da brivido", ma è invece molto rassicurante; le caratteristiche generali ne fanno una vela pacioccona, che piacerà molto ai piloti freschi di brevetto nonché a coloro che volano saltuariamente e non desiderano avere grattacapi, emulando i ben noti successi commerciali passati della casa di Parma.

  • IN ... E OUT ...

(+) Range di velocità
(+) Sicurezza
(+) Chiusura asimmetrica
(-) Wing over
(-) Atterraggio

© 1999-2006 - Grafica, layout e guide sono di esclusiva proprietà di Paradelta s.r.l.   |   Note e informazioni legali