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     Prova in volo BORA 2 by "Delta e Parapendio".

   LA PROVA

La prova in volo è stata effettuata dall'équipe di D&P nel periodo dal 9.2.2003 al 16.3.2003. Sono state effettuate un totale di 7,5 ore di volo da n. 3 piloti. testo: Mauro Grimoldi rilevazione dati: Luca Dabbene foto: Dante Porta

Ecco la nuova vela della casa italiana. Il suo nome è uguale a quello della versione precedente, ma questa vela è completamente nuova e questa misura è la prima dell'intera gamma. Il nuovo Bora 2 si propone come vedremo allo stesso pubblico ma con molte novità e nuove caratteristiche. La neonata della casa parmense si presenta come sempre innovativa, con un tessuto leggero, che diminuisce il peso totale della struttura di ben il 30%. Si tratta di un intermedio avanzato omologato Afnor Standard, nel rispetto della filosofia Paradelta.
  • GONFIAGGIO E DECOLLO

L'ala si presenta immediatamente come molto leggera; le piccole bocche e la retina che le copre integralmente farebbero pensare ad una vela difficile da far alzare. Invece sorpresa, l'ala è facile anche sensibile e mobile all'aerologia. In caso di buona brezza abbiamo provato gonfiaggi anche senza elevatori. In caso di vento nullo, la sua leggerezza si fa sentire e caratterizza tutta la fase del gonfiaggio; l'impressione e che la vela non salga o almeno che non vada in portanza. In verità basta non partire alla carica ma aspettare leggermente che l'ala salga. A questo punto il decollo avviene in breve e quella sensazione della vela non in portanza scompare. Non tende a superare il pilota e dunque il suo controllo è oltremodo accessibile. Bisogna avere fiducia nel Bora2, e lei vi porterà in volo senza problemi.

  • VOLO LINEARE E GAMMA DI VELOCITA'

Un'ala esteticamente gradevole, con un profilo allungato e grintoso e le bocche dei cassoni chiuse da una retina di protezione. Ci si accorge subito che è un parapendio molto reattivo, con un movimento spiccato sull'asse di rollio e un beccheggio più gestibile, per dare all'insieme una sensazione di buona pilotabilità generale. La velocità minima è bassa, a conferma della bontà del progetto, con 20 km/h di velocità effettiva di stallo. L'acceleratore, invece, dall'altro lato della polare, permette un buon guadagno di velocità ma va usato con accortezza perché è molto morbido da trazionare, ma la vela non gradisce una trazionatura troppo impulsiva fino a fondo corsa. Se usiamo l'acceleratore con attenzione, allora ci accorgiamo che anche a fondo corsa il profilo si mantiene pulito grazie anche alla retina che garantisce una buona tensionatura. 150 km/h sono comunque una velocità possibile. L'escursione dei comandi è di circa 50 centimetri più circa dieci di corsa a vuoto, un valore certamente di sicurezza considerando che lo stallo effettivo si ottiene imprimendo a entrambi i comandi una forza superiore ad 8 kg per braccio. L'uso effettivo dei comandi nel volo ordinario è tuttavia nell'ordine di una trentina di centimetri.

  • ATTERRAGGIO

Si atterra con facilità, meglio se con una trazione decisa dei comandi in caso di vento nullo. La bassa velocità di stallo consente comunque un buon margine di gestione della manovra in tutte le situazioni aerologiche.

  • VIRATA

Abbiamo ottimi valori di sensibilità e di maneggevolezza dell'ala. La sensazione in virata è molto gradevole, con una tendenza spontanea all'inclinazione, ampiamente ammortizzabile con l'uso del comando esterno o dello spostamento del peso del pilota. Insomma, un mezzo decisamente piacevole che presenta nella virata uno dei suoi lati migliori, tutto sotto il controllo del pilota, in grado di girare in sicurezza praticamente su se stesso.

  • VOLO IN TERMICA E DINAMICA

Termica e dinamica. Il volo in termica regala con il Bora2 le soddisfazioni che fino a pochi anni fa potevano dare solo le vele da gara. In particolare, si riesce a dominare praticamente qualsiasi termica, grazie alla possibilità di modulare l'inclinazione della virata a piacimento. Il Bora2 trasmette le informazioni che servono e aiuta il pilota ad individuare la termica, fornendo anche gli spunti tecnici per lo sfruttamento fino a base cumulo. Grande il divertimento possibile anche in dinamica, in cui la tecnica granchio si fa spettacolare: i cambi di direzione sono infatti sottolineati da inclinazioni da brivido. Turbolenza. L'ala è di categoria avanzata e qui lo dimostra; occorre dunque un pilota non certo alle prime armi per dominare le reazioni. I messaggi arrivano, poi sta al pilota rielaborarli per trasformarli in strumenti per garantire la sicurezza. L'ala reagisce bene alle sollecitazioni aerologiche resistendo alle chiusure, ma è imperativo che il pilota ci metta la sua personale esperienza.

  • CHIUSURA ASIMMETRICA

Comportamento encomiabile per il Bora2 in questa situazione, specie per un'ala della sua categoria. Nella peggiore delle situazioni simulabili, ossia la chiusura del 70% del bordo di attacco, l'ala reagisce ruotando per 45° circa in modo violento, poi riapre progressivamente diminuendo la velocità di rotazione fino ad invertirla. Se si aspetta senza intervenire, il risultato finale è una riapertura automatica progressiva con una direzione dell'ala tra 45 e 90' di rotazione.

  • WING OVER

Gradevoli, precisi e inclinati. Oltre i 90' è richiesta decisamente un po' di perizia per tenere a vela aperta, ma in compenso la manovra è di sicuro effetto e di grande spettacolarità.

  • ORECCHIE

Manca lo sdoppio delle bretelle, tuttavia la manovra è comunque elementare nell'esecuzione. Un buon 30% di ala si abbatte, ma il tasso di caduta resta nell'ordine dei -2,5 m/s. Al rilascio non resta chiusa ma si ha una riapertura lenta e progressiva. Nulla vieta tuttavia di aiutare la riapertura con un pompata di freno.

  • STALLO Di B

La trazionatura delle bretelle è nella norma, ma dopo la pendolata di innesco ci troviamo sopra la testa una calotta molto sensibile, che non sempre rimane composta sopra la testa. Per l'uscita consigliamo il rilascio rapido per evitare qualche secondo di paracadutale che può infastidire gli animi sensibili. Tasso di caduta sui -7/8 m/s.

  • SPIRALE

L'ingresso è reso assolutamente facile dalla propensione dell'ala ad assumere inclinazioni rilevanti. Anche entrando progressivamente non abbiamo rilevato problemi particolari, anzi. Una volta in rotazione, in un giro si legge -14 m/s sul vario e volendo si può procedere oltre. Il raggio di rotazione rimane perfettamente modulabile. In più, un regalo da parte del Bora2, l'uscita è neutrale e per nulla traumatica. Decisamente la manovra consigliata per perdere quota rapidamente.

  • L'OMOLOGAZIONE IN POCHE PAROLE

L'omologazione Standard ormai dice davvero poco. Le manovre sono tutte positive e non vengono segnalati problemi. Se dovessimo fare un raffronto con un'omologazíone DHV probabilmente siamo di fronte ad un classe 2, ... ma non siamo fattucchiere perciò meglio non spingerci oltre nell'uso della palla di vetro.

  • CONCLUSIONI E CONSIGLI Di UTILIZZO

Una bella ala, dal pilotaggio "avanzato", in grado di regalare forti emozioni soprattutto in termica. Abbiamo una virata al top, così naturalmente inclinata ma anche facile da "convertire" ad una filosofia più "piatta" e galleggiona se le termiche sono più larghe e deboli. Ma abbiamo anche delle buone prestazioni generali e un'escursione dei freni che soddisferebbe anche le richieste di sicurezza di un pilota intermedio, anche se il volo in turbolenza e la sensibilità ai comandi rende indispensabile qualche anno di esperienza volatoria "vissuta" per giocare con questa macchina volante in piena sicurezza. Davvero un parapendio in grado di soddisfare i piloti "di alta gamma", anche se occorre conoscere il Bora2, se non altro per evitare qualche chiusura durante una trazionatura un po' veemente dell'acceleratore e per fare il callo ad un gonfiaggio in cui la vela, leggera com'è, si "sente" con difficoltà, rendendo indispensabile, almeno all'inizio, il controllo visivo della calotta. Una vela che ci sentiamo di segnalare a quei piloti che vogliono da una vela prestazioni e pilotaggio di livello ma che non se la sentono di avventurarsi su vele troppo tirate. Ovviamente devono astenersi piloti con esperienza limitata.


   

Risponde Andrea Boschi

  • Raccontaci della nascita di quest'ala. In particolare, cosa puoi dirci della progettazione e del collaudo?

Il Bora2 nasce dall'esigenza di sostituire il Bora l. Partendo da una base così elevata, la mole di lavoro svolto nella ricerca per migliorarne tutte le caratteristiche è stato notevolmente impegnativo e oneroso, sia in termini economici che di risorse. Un parto estremamente travagliato (poco meno di 2 anni) che ha dato i suoi indubbi risultati.

  • Quali sono le soluzioni tecniche più esclusive nella costruzione del Rora 2?

Direi che il Bora2 segue l'esempio del suo è degno predecessore, tiri mezzo con soluzioni innovative. Per esempio, a parità di taglia, il Bora 1 (7,3 kg) pesa il 28% in più dei Bora2 (5,7 kg); riduzione della superficie delle bocche del 35%, completamente chiuse da retine per mantenere i tesionamenti. Un'attenzione particolare è stata ricercata alla realizzazione delle bretelle, il materiale è un misto dynema-poliestere, con all'interno una disposizione radiale di fibre parallele di kevlar, tutto ciò per garantire il rnassimo della anaelasticità e stabilità nel tempo. Le maniglie (rotanti) hanno un impugnatura in neoprene con connessione al cordino del freno a mezzo di una girella In acciaio temperato, per ovviare agli scomodi arrotolamenti del medesimo.

  • Chi è il pilota più adatto per questa ala?

Ovviamente il proprietario di un Bora I, o chi ricerca un prodotto dinamico, al di sopra degli schemi, comunque un pilota con un ottima padronanza.

  • E per quale tipo di pilota, al contrario, quest'ala non potrebbe essere la scelta migliore?

Principiante, intermedio, o per chi si accontenta!

  • In cosa la vostra vela risulta particolare?

Dovrete dirlo voi, siamo sempre molto attenti alle critiche.

  • Quali sono state le novità rispetto alla precedente ala della stessa categoria?

Semplice, ne abbiamo migliorato tutti gli aspetti: materiali, costruzione, prestazioni, maneggevolezza e non ultima la sicurezza.

  • Quali considerate i concorrenti di quest'ala sul mercato del parapendio?

Al momento, come per Il Bora l, nella medesima categoria

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