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La Bora è il vento di Trieste, che soffia, secco e freddo, da Nord-Est e con una intensità tale da renderlo famoso. Così come famosa è già anche la nuova ala di casa Paradelta, che, in comune con il vento dell'Istria ha la velocità e il carattere deciso. E' una vela destinata a fare parlare di sé, per le sue prestazioni all'avanguardia, vero "stato dell'arte" delle vele da parapendio, per le sue rifiniture, la sua pianta allungata, per il piacere di pilotaggio. Ma soprattutto, se ne parlerà per la sua sicurezza, che si riflette in una omologazione lusinghiera e rassicurante: standard. Un riconoscimento della uscita "sana" dalle configurazioni inusuali, e della bontà generale del progetto.

Un risultato che ci rende orgogliosi, un vero punto di arrivo per la ricerca Paradelta sulle ali da parapendio.

Il Bora 2 è destinato a diventare un riferimento, dunque, per il connubio di sicurezza e prestazioni, ma senza mai rinunciare a donare al pilota il massimo piacere di pilotaggio garantito dalla sensibilità dei comandi e dalla facilità di movimento sugli assi.

 

La vela

 
Il disegno deriva dal precedente Bora ma con una campanatura più accentuata, le diagonali arrivano sino a metà centina e il bordo d'attacco è interamente rivestito di rete al fine di migliorare la pulizia del profilo (non vi è infatti più discontinuità tra estradosso ed infradosso).
Tra le caratteristiche particolari emerge con prepotenza quella del peso. La vela pesa infatti circa il 30% in meno grazie all’utilizzo del tessuto Porcher Marine più leggero (che mantiene però inalterate le sue caratteristiche di durata e resistenza), ed un sistema costruttivo nuovo. Una leggerezza che si nota non solo quando si porta in spalla lo zaino, ma anche durante tutte le fasi di volo con comportamenti della vela che per questa scelta risultano molto più ammortizzati.
Una vera innovazione è quella dei quattro elevatori realizzati con una raffinatissima fettuccia costituita da un intreccio di Dynema, Kewlar e Poliestere molto morbida al tatto ma completamente rigida.
Altra chicca sono le maniglie dei freni con impugnatura in neoprene e dotate di una girella in acciaio che impedisce al cordino dei freni di torcersi.
 

In volo

 

In volo, il Bora si presenta come un’ala dalle caratteristiche similari a quelle di altri mezzi da parapendio destinati al volo performante, pur con una tendenza alla stabilità e una tranquillità di pilotaggio che solitamente caratterizza vele dalle prestazioni più limitate. Sono li a dimostrarlo i 60cm circa di range operativo effettivo dei comandi che normalmente sono valori che si attestano su vele di livello inferiore.
Questa escursione dei comandi tuttavia non deve trarre in inganno, perché le manovre operative effettive si giocano comunque sulla precisione in un range di circa 30 cm.
Non è, e lo ripetiamo, una vela iniziale, ma è un'ala realizzata per collaborare in modo ottimale con il suo pilota al fine di realizzare i migliori voli di cross e le migliori prestazioni assolute nel volo di lunga durata, con in più la sicurezza che deriva dal buon comportamento nelle manovre inusuali, che ha fruttato l'omologazione in categoria standard.
In volo, la si ammirerà per l’allungamento notevole, la forma in pianta e per la pulizia del bordo d'attacco, che rendono nel complesso l'estetica del Bora grintosa e accattivante.

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