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BORA

 

La Bora è il vento di Trieste, che soffia, secco e freddo, da Nord-Est e con una intensità tale da renderlo famoso. Così come famosa è già anche la nuova ala di casa Paradelta, che, in comune con il vento dell'Istria ha la velocità e il carattere deciso. E' una vela destinata a fare parlare di sé, per le sue prestazioni all'avanguardia, vero "stato dell'arte" delle vele da parapendio, per le sue rifiniture, la sua pianta allungata, per il piacere di pilotaggio. Ma soprattutto, se ne parlerà per la sua sicurezza, che si riflette in una omologazione lusinghiera e rassicurante: standard. Un riconoscimento della uscita "sana" dalle configurazioni inusuali, e della bontà generale del progetto.

Un risultato che ci rende orgogliosi, un vero punto di arrivo per la ricerca Paradelta sulle ali da parapendio.

Il Bora è destinato a diventare un riferimento, dunque, per il connubio di sicurezza e prestazioni, ma senza mai rinunciare a donare al pilota il massimo piacere di pilotaggio garantito dalla sensibilità dei comandi e dalla facilità di movimento sugli assi.

Attenzione: il Bora è, a tutti gli effetti, un'ala intermedia con prestazioni avanzate. L'uso dei comandi, così come le reazioni alla condizione di volo in turbolenza, la rendono un'ala consigliabile a piloti con almeno tre anni di esperienza e una assidua frequentazione dei campi di volo in condizioni di termica e di dinamica. L'omologazione Standard, pur rassicurando sulla uscita dalle configurazioni inusuali, non è sufficiente e non garantisce che questo parapendio possa essere pilotato in sicurezza anche da piloti privi della necessaria esperienza. 

 

Volo lineare e gamma di velocità 

In volo, il Bora si presenta come un’ala dalle caratteristiche similari a quelle di altri mezzi da parapendio destinati al volo performante, pur con una tendenza alla stabilità e una tranquillità di pilotaggio che solitamente caratterizza vele dalle prestazioni più limitate.

Non è, e lo ripetiamo, una vela iniziale, ma è un'ala realizzata per collaborare in modo ottimale con il suo pilota al fine di realizzare i migliori voli di cross e le migliori prestazioni assolute nel volo di lunga durata, con in più la sicurezza che deriva dal buon comportamento nelle manovre inusuali, che ha fruttato l'omologazione in categoria standard.
In volo, la si ammirerà per l’allungamento notevole, la forma in pianta e per la pulizia del bordo d'attacco, che rendono nel complesso l'estetica del Bora grintosa e accattivante.

VELOCITA’ E TRAZIONATURE COMANDI

 

Velocità (Km/h)

con carico 105 Kg tot.

Trazione comando (Kg)

Vel. Max. (con acceleratore) 

54

-

Vel Max.  (senza acceleratore)

39

-

30%

29

4

50%

25

5,5

70%

23

7,

100% (stallo)

-

ca. 8/9 

 

TEMPI DI VIRATA

Trazionatura comando interno

(prova di maneggevolezza)

Tempo di esecuzione di un 360° (secondi) 

30%

13

50%

09 (innesco di vite)

 

Trazionatura comando interno

(prova di sensibilità)

Tempo di esecuzione di un 360° (secondi) 

4 kg.

12

Gamma di velocità e uso dei comandi

Il Bora e una vela che si contraddistingue per la particolare sensibilità nell'uso dei comandi. In particolare, il range operativo dei freni è ridotto, di modo che la vela sia sempre totalmente sotto il controllo del pilota. La regolazione dei comandi con cui la vela viene consegnata dalla casa prevede una ventina di centimetri di corsa a vuoto, mentre lo stallo si raggiunge appena prima del fondo corsa. In pratica, possiamo considerare che i freni gestiscano interamente le prestazioni dell'ala in circa 45 centimetri di corsa utile, all'incirca dal 30 al 90% della possibilità di azione delle braccia di un pilota di circa 180 cm di altezza, che adotti una selletta intermedia. 

La gamma di velocità utile, senza considerare il guadagno di velocità dovuto all'uso dell'acceleratore, è di circa 14 chilometri orari; la massima velocità a braccia completamente alzate corrisponde a 38 chilometri orari, mentre 24 chilometri orari rappresenta la minima velocità prima del sopraggiungere dello stallo.

I freni richiedono una forza media per il loro azionamento, (già al 30% di comandi occorre una forza corrispondente a 4 chili) ma l'effetto che anche una minima trazione ha sul comportamento della ala è immediatamente percepibile, come del resto dimostrano le prove di maneggevolezza e sensibilità [vedi: VIRATA]. 

Un elemento di sicurezza aggiuntivo è dato dal percepibile aumento della forza richiesta dai comandi nel momento in cui ci si avvicina allo stallo, (ossia a partire circa dall'80% di trazionatura) che rende particolarmente difficile incorrere erroneamente in tale condizione. 

 

 

Controllo di Beccheggio e Rollio  

La sensibilità sugli assi del Bora è una delle sue caratteristiche più definite, e lo distingue nettamente dalle altre vele che portano la sua stessa omologazione. È infatti sufficiente una minima trazione sui comandi per generare un movimento spiccato di pendolata orizzontale o laterale.

Si consiglia, come sempre al fine di acquisire una buona dimestichezza con il controllo del mezzo, e indipendentemente dal proprio livello di esperienza, di eseguire ripetutamente il controllo di beccheggio e di rollio prima di affrontare il volo in termica, in dinamica o in turbolenza. 

E' sufficiente una trazione alternata del comando destro e sinistro al 30-40% della corsa per ottenere delle pendolate che arrivano anche a superare il piano immaginario pilota-orizzonte, configurando una manovra di wing-over [vedi: WING-OVER].  

In ogni caso, anche si decide di eseguire la manovra utilizzando una trazionatura limitata del comando, si consideri sempre e comunque importante spostare il peso del pilota seguendo le pendolate stesse, al fine di evitare fastidiose chiusure delle estremità alari. Nel caso si chiudano i cassoni più esterni, interrompere la manovra agendo in modo delicato e uniforme sui comandi per consentire la riapertura spontanea.

Eseguendo tale manovra, si imparerà a conoscere la reazione dell’ala alle virate strette, in uscita dalla vite e nelle reazioni alle chiusure asimmetriche. 

Il controllo di beccheggio prevede una serie di pendolate avanti-indietro eseguite trazionando e rilasciando ripetutamente i comandi in modo simmetrico. Tale manovra, in particolare, sul Bora risulta particolarmente accentuata: non si consiglia dunque di eseguirla trazionando i comandi in misura superiore al 30% della loro corsa. La verifica della mobilità sull'asse di beccheggio è particolarmente utile per conoscere la sensibilità all'uso dei comandi, il comportamento in turbolenza e i limiti di incidenza dell’ala oltre ai quali intervengono  rispettivamente lo stallo e la chiusura del bordo d'attacco. 

In caso di pendolata o di chiusura simmetrica, mantenere pizzicati i comandi e attendere la riapertura completa della ala. È opportuno inoltre non perdere mai il controllo dell’ala durante la pendolata posteriore e interrompere la manovra in tutti i casi in cui la vela si deformi durante i movimenti di beccheggio.

 

Uso dell'acceleratore

La pressione verso il basso della pedalina acceleratore collegata al Bora permette un notevole incremento della velocità. Questa passa rapidamente da 38 a 53 chilometri orari, con un aumento di ben 15 chilometri all'ora. La velocità massima fatta registrare con l'utilizzo del congegno di accelerazione pone il Bora ai vertici delle vele di categoria Standard. 

La trazionatura dell'acceleratore in situazione di aria calma non richiede particolari accorgimenti: il Bora rimane stabile e non tende alla chiusura spontanea del bordo d'attacco nella situazione di volo lineare accelerato. 

La trazionatura dell'acceleratore nelle condizioni naturali di volo, ad esempio in traversone, va invece effettuato tenendo conto che  l'angolo di incidenza dell'ala si avvicina a quello critico, in particolare nella seconda metà della corsa della pedalina, rendendo la vela più soggetta alla chiusura del bordo d'attacco e la reazione globale più violenta. 

Attenzione: la reazione dell'ala alla chiusura asimmetrica è in stretta correlazione con la velocità del parapendio. Qualunque chiusura sarà dunque più brusca e accentuata tanto maggiore è la trazionatura dell'acceleratore. 

In caso di chiusure asimmetriche particolarmente accentuate, occorse in situazione di acceleratore completamente premuto, è possibile che l'ala inneschi una rotazione dalla parte chiusa con un'accelerazione sufficiente a produrre, seppure per un breve periodo, una torsione dell'intero fascio funi sufficiente a rendere il parapendio non più pilotabile («twist»). 

In tale situazione, prodotta artificialmente,  abbiamo riscontrato che la riapertura spontanea si è ugualmente verificata e il pilota ha ripreso il controllo dell'ala in contemporanea con la pendolata di ripristino del volo lineare. 

Attenzione: si ricorda che il Bora non è un'ala iniziale, ma un'ala dalle caratteristiche e prestazioni avanzate. Una delle circostanze in cui ciò appare più evidente è proprio nella delicatezza dell'uso dell'acceleratore, dovuta alla reazione accentuata alle eventuali chiusure che avvengono mentre il pilota sta premendo la pedalina. 

Consiglio Utile: si consiglia a chi usa l'acceleratore per ottimizzare le prestazioni dell'ala (dunque non solo per fronteggiare una condizione di forte vento frontale) di adottare una pedalina doppia (o a due gradini). In questo modo, si potrà premere con relativa tranquillità il gradino più distante, che consente una  accelerazione parziale. La massima velocità, ottenuta invece premendo la seconda pedalina, quella più vicina alla selletta, verrà in questo caso riservata a condizioni di effettiva necessità e di relativa sicurezza di trovarsi in aria calma. 

Atterraggio  

 

Con vento frontale  
Il Bora viene consegnato al pubblico con i comandi regolati in modo da raggiungere lo stallo al 100% della trazionatura e in modo progressivo. Tale caratteristica consente al pilota di atterrare in modo morbido facilmente e senza accorgimenti di sorta. Una volta posizionati in finale di atterraggio, è sufficiente trazionare i freni a fondo e mantenerli fino alla perdita di portanza dell'ala.  

Attenzione: il Bora è studiato in modo che i freni si irrigidiscano progressivamente diventando particolarmente fisici proprio in prossimità della condizione di stallo. Tale accorgimento è destinato a migliorare la sicurezza attiva dell'ala. Tuttavia, tale caratteristica può sorprendere il pilota; si raccomanda dunque di ricordare la necessità di esercitare una trazione decisa sui comandi quando, arrivando in atterraggio,  si decide di stallare l'ala.

Con vento debole, nullo o da dietro
La modalità di esecuzione dello stallo finale non cambia rispetto a quanto consigliato in condizione di presenza di vento frontale. Tuttavia, in tale circostanza, è opportuno aspettarsi un leggero ritardo nel rallentamento dell'ala. Pur non essendo necessari accorgimenti particolari come giri di freni sulle mani, si consiglia di anticipare leggermente la manovra di stallo, trazionando i comandi a fondo corsa nel momento in cui il pilota si trova a due metri circa di altezza rispetto al suolo.

 

Attenzione: si ricorda che in tali condizioni di vento l'elevata efficienza dell'ala contribuisce a restringere ulteriormente la finestra di atterraggio. Particolare attenzione andrà dunque riservata alle dimensioni del campo stesso e all'esecuzione di un corretto circuito di atterraggio.  

Attenzione: si ritiene che l'atterraggio cosiddetto "in pendolata" non sia necessario per l'esecuzione di una manovra corretta e pulita con questa vela. Tenendo inoltre conto dell'elevata sensibilità dell'ala sull'asse di beccheggio, che amplifica la possibilità di errori di esecuzione, si sconsiglia in tutti i casi l'esecuzione in tale maniera della manovra d'atterraggio.

 

Virata

La virata del Bora è studiata per avere un inclinazione equilibrata. Ciò consente al pilota di decidere autonomamente sul livello di inclinazione da far assumere all'ala a seconda delle necessità. 

Si può dunque considerare il Bora è un'ala che dal comportamento in virata classico, risultando familiare a tutti i piloti che posseggano la dovuta esperienza di volo. Inclinando progressivamente l'ala, si può stringere anche notevolmente il raggio di virata, arrivando tranquillamente fino al limite dell'innesco di spirale. Allargando invece il raggio di virata si accentueranno le doti di galleggiamento del mezzo, diminuendo contemporaneamente il tasso di caduta.  

L'inclinazione assunta dal Bora dipende da:  

1 Entità di trazionatura nel comando interessato;  

2 Spostamento del peso del pilota all'interno della selletta;  

3 Regolazione della fettuccia distanziatrice che collega il cordino dei freni alla bretella.

La trazionatura del comando è il modo più semplice di regolare è l'entità del raggio di virata. Con il solo e semplice uso dei comandi, il Bora è comunque in grado di essere pilotato nella maggior parte delle condizioni di termica e dinamica, pur non consentendo di ottimizzare le prestazioni dell'ala come invece si sarebbe fatto adottando un pilotaggio più attivo;  

Lo spostamento del peso all'interno della selletta è estremamente efficace nell'aumentare l'inclinazione dell'ala in virata e diminuire contemporaneamente il raggio. Al tempo stesso, è inevitabile che si abbia un leggero aumento del tasso di caduta, che viene compensato in caso siano presenti ascendenze particolarmente definite;   

Il Bora è dotato di una fettuccia distanziatrice che permette di dosare diversamente la trazione sulla parte interna piuttosto che sulla parte esterna del fascio dei freni, a seconda delle preferenze individuali del pilota.

Mantenendo la fettuccia tirata e dunque il freno più vicino alle bretelle, l'azione dello stesso viene esercitata soprattutto sulla parte esterna della raggera dei freni. Ciò significa una virata più inclinata, più sicura anche se leggermente meno efficiente. Il caso contrario in cui la fettuccia viene completamente rilasciata consente invece di appiattire la virata, esaltando le doti di efficienza dell'ala.  

PARADELTA BORA: REGOLAZIONE DELLA FETTUCCIA DISTANZIATORE FRENI

Fettuccia tirata  Massima sicurezza. 
Resistenza al negativo. 
Amplificazione del wing-over e della spettacolarità delle virate.
 Facilitazione dell’ingresso in vite.
 Tasso di caduta in virata aumentato. 
Fettuccia lasca Accentuazione delle prestazioni. 
Tasso di caduta in virata minimo.
 Virate efficienti. 
Necessità di maggiore accortezza nel volo rallentato.

 

Sensibilità e maneggevolezza [tabella dei tempi di virata]

La particolare regolazione dei comandi del Bora e la loro sensibilità generale alla trazione consentono all'ala di essere ai vertici assoluti per quanto riguarda le prove di maneggevolezza e di sensibilità in virata.  

In particolare, la trazionatura standard di 4 chili sul comando interno permette di eseguire un intero trecentosessanta gradi in soli 13 secondi. Nella prova di maneggevolezza, la trazionatura del comando interno del 50% consente d'altro canto di compiere un giro completo in soli 9 secondi. E' importante sottolineare che, mantenendo una virata con il comando esterno rilasciato e il comando interno trazionato al 50% della corsa, si ottiene rapidamente l'innesco di una vite positiva.

È dunque più che mai evidente il comportamento da intermedio avanzato del Bora, che fa in modo di garantire il massimo piacere di pilotaggio e di trovarsi sempre totalmente sotto il controllo del suo pilota. Tenendo conto in generale della sensibilità dei comandi sono evidenti le potenzialità dell'ala così come la necessità di un pilotaggio accorto e sensibile. 

 

Virata con l'uso del peso 

Il Bora è un'ala in cui vengono ottimizzati sia le prestazioni che i comportamenti generali in virata se il pilota decide di adottare un pilotaggio attivo, il cosiddetto "power fly", che consiste nello spostamento del peso del pilota all'interno della selletta per seguire i movimenti dell'ala.

È questa una tecnica che è ormai diventata la norma per la stragrande maggioranza dei piloti di alto livello, e che si rivela in grado di migliorare in ogni caso la sicurezza di volo. 

Il Bora reagisce allo spostamento del peso con una limitata ma sensibile maggiore inclinazione dell'ala in virata. Tale accorgimento può dunque essere utilizzato in ogni caso con la certezza di una maggiore efficacia di manovra che non pregiudica particolarmente il tasso di caduta del mezzo.  

 

Attenzione: l'utilizzo del peso e implica che la vela viri sotto la spinta congiunta di due diverse sollecitazioni, quella dovuta allo spostamento del pilota ed alla trazionatura del comando, la cui integrazione il pilota deve essere in grado di prevedere e valutare. Un minimo di sensibilità ed esperienza è dunque comunque richiesta per l'utilizzo di questa tecnica.  

 

Virata in negativo  

A causa dell'estrema sensibilità dei comandi, è possibile che un uso erroneo degli stessi possa innescare una virata in negativo. Ciò può succedere per due ordini di ragioni:  

  •  trazionatura repentina a fondo corsa del comando interno  

  • virata particolarmente rallentata, di solito per il tentativo del pilota di stringere ulteriormente una termica.  

In caso di innesco involontario di virata in negativo, è importante che il pilota rilasci immediatamente il freno. Se il rilascio avviene immediatamente, il Bora vira per non più di 30 gradi ripristinando spontaneamente volo lineare.  

Nel caso in cui il negativo venga invece mantenuto per un tempo prolungato, nelle prove simulate la vela è comunque sempre uscita dalla configurazione non appena venga rilasciato il comando corrispondente alla semiala che ha smesso di volare. In tale caso, tuttavia, il ripristino avviene con una pendolata di ritorno che deve essere controllata dal pilota stesso, in assenza del quale controllo può seguire una chiusura della semiala esterna.

 Wing Over

Tale manovra può essere eseguita sul Bora con la semplice trazione alternata del 30% dei comandi destro e sinistro. La vela possiede una così spiccata sensibilità sull'asse di rollio da rendere estremamente facile l'esecuzione del wing over: tale trazionatura sarà dunque sufficiente ad eseguire la manovra. Non sarà difficile, per un pilota dotato di esperienza media, fare superare alla vela, appena dopo un paio di pendolate, la linea immaginaria che collega l'orizzonte con il pilota. A questo punto ci si trova a tutti gli effetti in configurazione. Il Bora rimarrà sempre stabile e risulterà facile capire quale ritmo imprimere alla azione sui comandi per sincronizzare le pendolate. 

 

Attenzione: la manovra del wing over dovrebbe sempre essere eseguita su questa ala utilizzando in contemporanea lo  spostamento del peso del pilota nella selletta per seguire i movimenti pendolari dell'ala. Ciò al fine di evitare che si possa scaricare la semiala interna, causando fastidiose chiusure degli ultimi cassoni. In caso ciò avvenga, interrompere la manovra e riaprire la parte chiusa prima di provare nuovamente.

 

Volo in termica e in dinamica

Termica

La caratteristica principale del volo in termica con il Bora è la capacità della vela di trasmettere al pilota attraverso i movimenti della ala così come attraverso la pressione sui comandi ogni minima sollecitazione proveniente dell'aria circostante. Il Bora è una vela costruita appositamente per agevolare i piloti nell'individuare con precisione la posizione delle termiche, per poi centrare il "core" e mantenere la propria posizione esattamente là dove la ascendenza è maggiore. 

Le caratteristiche specifiche della virata consentono oltrettutto di adattare l'inclinazione dell'ala alle preferenze del pilota e alle esigenze dettate dalle caratteristiche meteorologiche del luogo e del momento in cui si va in volo. 

L'efficienza e la velocità fanno il resto, rendendo il Bora è uno dei mezzi più efficienti nella condizione di volo in termica. Come già precedentemente anticipato [vedi: VIRATA] lo spostamento del peso all'interno della selletta è un'accorgimento utilissimo per migliorare ulteriormente le prestazioni della ala in questa condizione, così come lo è è una corretta regolazione della fettuccia distanziatrice del freno.  

Attenzione: le caratteristiche peculiari del Bora richiedono un pilota dotato di un'esperienza di volo almeno di medio livello. Si consiglia di affrontare la condizione di volo termico solo quando si sia acquisita una buona dimestichezza con le caratteristiche del mezzo e in particolare una buona manualità nell'utilizzo dei comandi. Un uso poco accorto degli stessi, infatti, può essere responsabile dell'innesco involontario di una virata in negativo durante il volo in termica particolarmente rallentato, così come di chiusure parziali del bordo d'attacco perfettamente evitabili.

 

Dinamica

Le caratteristiche proprie del Bora la rendono un'ala particolarmente duttile anche nelle situazioni di dinamica.  Per accentuare la spettacolarità del volo, è opportuna una regolazione al minimo del gioco della fettuccia distanziatrice e un uso particolarmente accentuato dello spostamento del peso nel momento in cui si eseguono i cambi di direzione. Al contrario, al fine di valorizzare al massimo l'efficienza dell'ala, come accadde ad esempio nelle situazioni di dinamica debole, è opportuno regolare la fettuccia in modo da mantenere la virata più piatta possibile per ridurre al minimo le pendolate dell'ala.  

 

Turbolenza  

Il Bora è un'ala che richiede una costante interazione con il suo pilota. 

I segnali che indicano la presenza di turbolenza nell'aria sono:  

  •  repentine scosse delle bretelle

  • cambiamenti improvvisi di pressione sui freni  

  • movimenti inaspettati della calotta alare (anche movimenti sull'asse di imbardata, soprattutto in condizioni di sotto vento e di vento da nord a sud delle Alpi)

  • in condizioni di turbolenza accentuata, possibili chiusure parziali del bordo d'attacco dell'ala

La trasmissione di tali segnali è precisa e anticipata rispetto a qualunque condizione di pericolo per il pilota e va attentamente considerata durante il volo al fine di valutare l'evoluzione delle condizioni aerologiche. 

Il comportamento del Bora viene interpretato da un pilota esperto come particolarmente sicuro, proprio per la notevole quantità di informazioni disponibili al fine di anticipare le reazioni della vela. Al tempo stesso, tuttavia, il pilota neofita potrebbe vivere con disagio il movimento costante dell'ala in condizioni di turbolenza. È dunque quanto mai necessario evitare il volo se non si è certi di conoscere bene il comportamento dell'ala e di saperne interpretare e prevedere le reazioni.  

La vela non si è dimostrata nel corso delle prove particolarmente sensibile alle chiusure del bordo d'attacco vere e proprie. Si sono tuttavia verificate nel corso della prova alcune insignificanti chiusure delle estremità alari (le "orecchie" dell'ala) che non comportano alcun problema per il pilota né richiedono alcun intervento, ma vanno altresì interpretate come precisi segnali delle condizioni aerologiche.

 

CHIUSURE DEL BORDO DI ATTACCO

Desideriamo descrivere brevemente il comportamento dell'ala in caso di chiusura simulata del bordo d'attacco in aria calma e condizioni standard. Si ricorda che tali comportamenti hanno valore di confronto e carattere solo indicativo di quanto può avvenire in turbolenza. 

Chiusura asimmetrica

50% del bordo d'attacco: se la vela si chiude fino al 50%, utilizzando cioè il solo fascio "a" per la simulazione, il Bora tende a proseguire nel volo lineare con un accenno leggero ad una rotazione costante dalla parte chiusa. Il controllo della direzione di volo è in questo caso elementare ed è anche possibile con una certa accortezza ruotare dalla parte opposta alla chiusura in tale situazione. Una volta ripristinato il ruolo lineare ed accertatisi dell'assenza di ostacoli, si procede alla riapertura della semiala chiusa affondando e rilasciando il freno della parte interessata.  

70% del bordo d'attacco: se si dovesse chiudere una porzione molto consistente di ala, il 70% circa (la simulazione avviene trazionando contemporaneamente il fascio "a" e un cordino del "b"), il Bora inizierà a una rotazione veloce e inclinata, aumentando notevolmente il tasso di caduta per riaprirsi comunque da sola dopo una rotazione media di 180 gradi. Il controllo del pilota è comunque auspicabile e talvolta necessario in caso di chiusure così accentuate per frenare la semiala partita in rotazione e aiutare così la vela a riprendere il volo lineare. In ogni caso, occorrerà che il pilota intervenga per smorzare la pendolata di ritorno, che rischierebbe altrimenti di provocare una chiusura della semiala opposta.

Il comportamento del Bora in questa condizione si conferma sano, a condizione di una buona interazione vela-pilota, che richiede comunque un comportamento attivo da parte di quest'ultimo. 

 

Chiusura simmetrica 

La chiusura si ottiene trazionando entrambe le bretelle "a" contemporaneamente. Il comportamento del Bora in tale circostanza si dimostrerà irreprensibile: l'ala si chiude, in pochi istanti perde alcuni metri di quota rapidamente, per aprirsi da sola in modo non violento e ripristinare il volo lineare con una pendolata di ritorno che non causa problemi. 

Si consiglia:

  • al fine di accelerare la riapertura, trazionare entrambi i freni per rilasciarli al momento in cui l'ala inizia a riaprirsi

  • pizzicare nuovamente i freni per ammortizzare la pendolata anteriore al momento della ripresa del volo lineare.

 

 

 

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