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Quasi difficile da
credere, il gonfiaggio di questa nuova Bomber Paradelta è
all'altezza delle migliori ali da neofita. Difficile
immaginare una condizione in cui non sia elementare che
l'ala salga sopra la testa del pilota. Anche con vento
zero, la calotta sembra ri stesa che non aspetta altro che
la trazione delle bretelle... a questo punto sembra quasi
scontata la possibilità di decollare anche senza bretelle
in mano.
- VOLO LINEARE E
GAMMA DI VELOCITA'
Il Bomber appare subito
come un intermedio equilibrato, costruito con cura e dalle
caratteristiche sempre prevedibili e mai estreme. La quota
considerevole con cui ci ritroviamo sopra l'atterraggio
dopo i voli di rilevazione ci attesta un'efficienza
decisamente buona, tra le migliori del pool di ali della
sua categoria.
Rimanendo sul versante delle prestazioni, niente male
neppure la velocità di punta di 48 km/h, ottenuta grazie
alla pressione di una barra acceleratore decisamente
morbida.
Rallentando progressivamente, notiamo che il gioco dei
freni è stato coraggiosamente ridotto al minimo, cosicché
già ai primi centimetri di trazione effettiva l'ala
rallenta in modo significativo e la forza da applicare al
comando si aggira subito intorno ai 3 kg. Tuttavia il
nostro Bomber si lascia rallentare fino a circa 20 km/h di
velocità minima, velocità che si può raggiungere solo dopo
50 cm di freno trazionato e dopo alcuni mesi di palestra,
visto che l'operazione richiede circa 9 kg di forza per
ogni braccio del pilota.
La sensibilità sugli assi trova un buon compromesso con la
stabilità di volo. Appena leggermente più accentuata della
mediala mobilità di beccheggio.

Che goduria quel
simpatico accessorio già visto in passato su altre ali
della casa parmense. Incredibile, basta un bastoncino
spesso di materiale plastico a pochi centimetri dalla
maniglia del freno e la sensazione di volo cambia.
Intendiamoci, la virata è sempre quella, equilibrata,
progressiva, di inclinazione intermedia.
Tuttavia quel bastoncino, per chi lo vuole impugnare,
trasmette più direttamente le sensazioni alla mano del
pilota, che ha la sensazione di un maggiore "controllo"
dell'ala e delle sensazioni aerologiche.
Buona la maneggevolezza e discreta la sensibilità, con 18
secondi impiegati per una virata con 4 kg di trazione sul
comando interno. Il tutto, però, viene condito dal
movimento del pilota nella selletta, migliora
considerevolmente, sia in termini di prontezza di risposta
al comando che di possibilità di controllo del raggio
della vite e dell'inclinazione.
- VOLO IN TERMICA E
DINAMICA
Termica e dinamica.
Il Bomber un'ala gradevole, sinuosa, i cui movimenti
sempre piuttosto spiccati sugli assi permettono al pilota
di seguire bene le ascendenze. Poco male dunque se la
reazione al comando non è istantanea, poiché basta
metterci un po’ di spostamento del peso durante le manovre
e il gioco è fatto. In effetti, il Bomber dà il meglio di
sé proprio così, con un po' di "power fly". Il resto è un
gioco da ragazzi, fatto di un buon equilibrio tra
efficienza, stabilità in volo e capacità di trasformare
l'aerologia in sensazioni trasmesse dai comandi. Utile nei
traversi l'efficace acceleratore. Un po' di fatica
iniziale nei voli più lunghi viene ampiamente stemperata
dall'abitudine ad usare solo una "pizzicata" di comando e
lo spostamento del peso, che rappresenta la modalità di
pilotaggio ideale di quest'ala dalle notevoli potenzialità
di volo.
Turbolenza. Ben
pochi i problemi che può dare il Bomber in questa
situazione, limitati al massimo a qualche "sfarfallamento"
dei cassoni più esterni. Per il resto, grazie anche
all'accorgimento delle maniglie rigide, i messaggi
arrivano chiari al pilota, che ha tutte le possibilità di
anticipare ciò che sta avvenendo intorno a lui. In realtà
il Bomber non richiede interventi particolari, vista la
notevole resistenza alla chiusura e il buon livello di
sicurezza generale.
Non c'è da stupirsi tanto
del fatto che l'ala smorzi bene la sua velocità anche con
vento zero, e neppure ci concentreremo troppo sul
segnalare di fare attenzione agli atterraggi in pendolata
per la sensibilità di beccheggio.
La vera novità che ha catturato la nostra attenzione è nel
rimessaggio. Proprio così, perché ripiegando la vela si
resta incuriositi da quel cordino che corre lungo il bordo
di attacco, perforando le centine rinforzate in mylar.
Ebbene, trazionandolo, si ottiene la chiusura "a
fisarmonica" delle bocche dei cassoni; da lì, con pochi
gesti, si può ripiegare facilmente fa vela. Non che il
risultato finale soddisfi chi ha i centimetri cubi di
sacca contati, ma l'operazione è veloce e consente di non
piegare i rinforzi in mylar. Come dire che si può
ripiegare in pochi secondi e risalire per un nuovo volo
senza danneggiare la vela. Bella comodità, no?
Comportamento del tutto
benigno anche in questa situazione. Avrete già intuito che
la chiusura del 50% è un evento del tutto neutrale per il
Bomber; ci vuole una simulazione di chiusura del 70% per
ottenere risultati minimamente significativi. Ma giusto un
minimo, visto che con un 20% di comando opposto
trazionato, o con un minimale spostamento del peso, l'ala
procede lungo la sua traiettoria.
Anche nella condizione peggiore effetto "sacco di patate,
con caduta all'interno della chiusura, il Bomber ruota per
meno di 180° prima di riaprirsi spontaneamente e senza
conseguenze di rilievo.
Non è difficile eseguire
delle pendolate sufficientemente inclinate sul rollio,
fino ad arrivare al limite dei 90' sull'orizzonte. A
questo punto, si può anche insistere ma la faccenda
riguarda pochi piloti davvero bravi. In sé il Bomber non
manifesta alcuna tendenza a chiusure delle estremità e si
lascia accompagnare bene anche quando la manovra si fa
"seria".
Discretamente facile
l'innesco della configurazione, specie se eseguito
partendo da una piccola pendolata. La velocità rimane
modulabile e abbiamo raggiunto i -12 m/s senza alcuna
difficoltà. L'uscita si è rivelata immediata con una
minima esigenza di controllo della pendolata di ritorno.
Nulla di significativo da
segnalare; la trazionatura delle bretelle non è faticosa,
e il Bomber si ripiega in modo composto dopo una leggera
pendolata all'indietro. Il tasso di caduta si aggira
intorno ai -7 m/s. Anche l'uscita dalla configurazione di
questo mezzo è del tutto priva di sorprese e non richiede
controlli particolari.
Ottima la maniglietta
collegata al cordino esterno, che oltretutto è
assolutamente morbida, rendendo la manovra di una facilità
disarmante per chiunque. Il tasso di caduta raggiunto non
ha mai superato i -2,7 m/s, un valore intermedio, che
consente di usare la manovra durante il volo ordinario
quando si rivela necessario regolare la velocità di
discesa. Per sfuggire ai cumuli ci sono altri sistemi. Al
rilascio della magica maniglietta, la riapertura è
immediata e automatica.
- CONCLUSIONI E
CONSIGLI Di UTILIZZO
Davvero divertente ed
efficace questa nuova Paradelta. La casa emiliana ci ha
presentato un'ala sicura e praticamente esente da difetti.
Si tratta di un'ala intermedia efficiente e maneggevole,
con un ingresso in virata progressivo e un'inclinazione
equilibrata.
Nel volo performante dà il meglio di sé quando viene
pilotata in modo attivo, nella quale situazione spariscono
perfino sia quel minimo di inerzia in ingresso di virata
che l'affaticamento delle braccia nei voli più lunghi.
Se poi vogliamo anche ricordare un gonfiaggio a prova di
neofita assoluto e l'ottima performance nelle manovre
inusuali, dobbiamo obbligatoriamente inserire il Bomber
nel gotha delle migliori vele della sua categoria.
Come già fatto in casi analoghi, concludiamo dunque con il
giudizio finale: "da consigliare ad un amico". Neofita o
pilota brevettato, poco importa.
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