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     Prova in volo BOMBER by "Delta e Parapendio".


 
   LA PROVA

La prova in volo è stata effettuata dall'équipe di D&P nel periodo dal 5.9.2001 al 30.9.2001. Sono state effettuate un totale di 7 ore di volo da n. 2 piloti. testo: Mauro Grimoldi rilevazione dati: Luca Dabbene foto: Dante Porta
 
  • GONFIAGGIO E DECOLLO

Quasi difficile da credere, il gonfiaggio di questa nuova Bomber Paradelta è all'altezza delle migliori ali da neofita. Difficile immaginare una condizione in cui non sia elementare che l'ala salga sopra la testa del pilota. Anche con vento zero, la calotta sembra ri stesa che non aspetta altro che la trazione delle bretelle... a questo punto sembra quasi scontata la possibilità di decollare anche senza bretelle in mano.

  • VOLO LINEARE E GAMMA DI VELOCITA'

Il Bomber appare subito come un intermedio equilibrato, costruito con cura e dalle caratteristiche sempre prevedibili e mai estreme. La quota considerevole con cui ci ritroviamo sopra l'atterraggio dopo i voli di rilevazione ci attesta un'efficienza decisamente buona, tra le migliori del pool di ali della sua categoria.
Rimanendo sul versante delle prestazioni, niente male neppure la velocità di punta di 48 km/h, ottenuta grazie alla pressione di una barra acceleratore decisamente morbida.
Rallentando progressivamente, notiamo che il gioco dei freni è stato coraggiosamente ridotto al minimo, cosicché già ai primi centimetri di trazione effettiva l'ala rallenta in modo significativo e la forza da applicare al comando si aggira subito intorno ai 3 kg. Tuttavia il nostro Bomber si lascia rallentare fino a circa 20 km/h di velocità minima, velocità che si può raggiungere solo dopo 50 cm di freno trazionato e dopo alcuni mesi di palestra, visto che l'operazione richiede circa 9 kg di forza per ogni braccio del pilota.
La sensibilità sugli assi trova un buon compromesso con la stabilità di volo. Appena leggermente più accentuata della mediala mobilità di beccheggio.

  • VIRATA

Che goduria quel simpatico accessorio già visto in passato su altre ali della casa parmense. Incredibile, basta un bastoncino spesso di materiale plastico a pochi centimetri dalla maniglia del freno e la sensazione di volo cambia. Intendiamoci, la virata è sempre quella, equilibrata, progressiva, di inclinazione intermedia.
Tuttavia quel bastoncino, per chi lo vuole impugnare, trasmette più direttamente le sensazioni alla mano del pilota, che ha la sensazione di un maggiore "controllo" dell'ala e delle sensazioni aerologiche.
Buona la maneggevolezza e discreta la sensibilità, con 18 secondi impiegati per una virata con 4 kg di trazione sul comando interno. Il tutto, però, viene condito dal movimento del pilota nella selletta, migliora considerevolmente, sia in termini di prontezza di risposta al comando che di possibilità di controllo del raggio della vite e dell'inclinazione.

  • VOLO IN TERMICA E DINAMICA

Termica e dinamica. Il Bomber un'ala gradevole, sinuosa, i cui movimenti sempre piuttosto spiccati sugli assi permettono al pilota di seguire bene le ascendenze. Poco male dunque se la reazione al comando non è istantanea, poiché basta metterci un po’ di spostamento del peso durante le manovre e il gioco è fatto. In effetti, il Bomber dà il meglio di sé proprio così, con un po' di "power fly". Il resto è un gioco da ragazzi, fatto di un buon equilibrio tra efficienza, stabilità in volo e capacità di trasformare l'aerologia in sensazioni trasmesse dai comandi. Utile nei traversi l'efficace acceleratore. Un po' di fatica iniziale nei voli più lunghi viene ampiamente stemperata dall'abitudine ad usare solo una "pizzicata" di comando e lo spostamento del peso, che rappresenta la modalità di pilotaggio ideale di quest'ala dalle notevoli potenzialità di volo.

Turbolenza. Ben pochi i problemi che può dare il Bomber in questa situazione, limitati al massimo a qualche "sfarfallamento" dei cassoni più esterni. Per il resto, grazie anche all'accorgimento delle maniglie rigide, i messaggi arrivano chiari al pilota, che ha tutte le possibilità di anticipare ciò che sta avvenendo intorno a lui. In realtà il Bomber non richiede interventi particolari, vista la notevole resistenza alla chiusura e il buon livello di sicurezza generale.

  • ATTERRAGGIO

Non c'è da stupirsi tanto del fatto che l'ala smorzi bene la sua velocità anche con vento zero, e neppure ci concentreremo troppo sul segnalare di fare attenzione agli atterraggi in pendolata per la sensibilità di beccheggio.
La vera novità che ha catturato la nostra attenzione è nel rimessaggio. Proprio così, perché ripiegando la vela si resta incuriositi da quel cordino che corre lungo il bordo di attacco, perforando le centine rinforzate in mylar. Ebbene, trazionandolo, si ottiene la chiusura "a fisarmonica" delle bocche dei cassoni; da lì, con pochi gesti, si può ripiegare facilmente fa vela. Non che il risultato finale soddisfi chi ha i centimetri cubi di sacca contati, ma l'operazione è veloce e consente di non piegare i rinforzi in mylar. Come dire che si può ripiegare in pochi secondi e risalire per un nuovo volo senza danneggiare la vela. Bella comodità, no?

  • CHIUSURA ASIMMETRICA

Comportamento del tutto benigno anche in questa situazione. Avrete già intuito che la chiusura del 50% è un evento del tutto neutrale per il Bomber; ci vuole una simulazione di chiusura del 70% per ottenere risultati minimamente significativi. Ma giusto un minimo, visto che con un 20% di comando opposto trazionato, o con un minimale spostamento del peso, l'ala procede lungo la sua traiettoria.
Anche nella condizione peggiore effetto "sacco di patate, con caduta all'interno della chiusura, il Bomber ruota per meno di 180° prima di riaprirsi spontaneamente e senza conseguenze di rilievo.

  • WING-OVER

Non è difficile eseguire delle pendolate sufficientemente inclinate sul rollio, fino ad arrivare al limite dei 90' sull'orizzonte. A questo punto, si può anche insistere ma la faccenda riguarda pochi piloti davvero bravi. In sé il Bomber non manifesta alcuna tendenza a chiusure delle estremità e si lascia accompagnare bene anche quando la manovra si fa "seria".

  • SPIRALE

Discretamente facile l'innesco della configurazione, specie se eseguito partendo da una piccola pendolata. La velocità rimane modulabile e abbiamo raggiunto i -12 m/s senza alcuna difficoltà. L'uscita si è rivelata immediata con una minima esigenza di controllo della pendolata di ritorno.

  • STALLO DI B

Nulla di significativo da segnalare; la trazionatura delle bretelle non è faticosa, e il Bomber si ripiega in modo composto dopo una leggera pendolata all'indietro. Il tasso di caduta si aggira intorno ai -7 m/s. Anche l'uscita dalla configurazione di questo mezzo è del tutto priva di sorprese e non richiede controlli particolari.

  • ORECCHIE

Ottima la maniglietta collegata al cordino esterno, che oltretutto è assolutamente morbida, rendendo la manovra di una facilità disarmante per chiunque. Il tasso di caduta raggiunto non ha mai superato i -2,7 m/s, un valore intermedio, che consente di usare la manovra durante il volo ordinario quando si rivela necessario regolare la velocità di discesa. Per sfuggire ai cumuli ci sono altri sistemi. Al rilascio della magica maniglietta, la riapertura è immediata e automatica.

  • CONCLUSIONI E CONSIGLI Di UTILIZZO

Davvero divertente ed efficace questa nuova Paradelta. La casa emiliana ci ha presentato un'ala sicura e praticamente esente da difetti. Si tratta di un'ala intermedia efficiente e maneggevole, con un ingresso in virata progressivo e un'inclinazione equilibrata.
Nel volo performante dà il meglio di sé quando viene pilotata in modo attivo, nella quale situazione spariscono perfino sia quel minimo di inerzia in ingresso di virata che l'affaticamento delle braccia nei voli più lunghi.
Se poi vogliamo anche ricordare un gonfiaggio a prova di neofita assoluto e l'ottima performance nelle manovre inusuali, dobbiamo obbligatoriamente inserire il Bomber nel gotha delle migliori vele della sua categoria.
Come già fatto in casi analoghi, concludiamo dunque con il giudizio finale: "da consigliare ad un amico". Neofita o pilota brevettato, poco importa.

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