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     Prova in volo BI-Brek by "Delta e Parapendio".

 

Nuove idee prontamente realizzate in casa Paradelta. Il costruttore italiano sta rinnovando la gamma delle proprie vele. Abbiamo provato la sua nuova creatura per il volo "di coppia".

  • In Volo

Il gonfiaggio della nuova vela della casa italiana è facile, come del resto la preparazione, semplificata da bretelle dotate di un solo passante per il pilota e uno per il passeggero. La vela sale lentamente sopra la testa e l'alzata è facile da "sentire" attraverso la trazione delle bretelle. E' positiva la tendenza a risolvere da sé le piccole imperfezioni in questa fase e a non correre troppo avanti. La buona efficienza le consente di decollare in pochi passi, anzi quasi in anticipo rispetto a quanto non ci si aspetti.
In volo, si apprezza subito la forma rassicurante dell'ala, le grosse bocche ed il profilo non troppo allungato. La sensazione in volo, tuttavia, non è cosi "pacioccona", anzi; l'ala - a sensazione - appare subito molto efficiente ed inoltre il movimento sugli assi, sia quello di beccheggio che quello di rollio, sono particolarmente accentuati. Il comportamento che ne deriva fa assomigliare quest'ala nel pilotaggio certo più ad una vela intermedia avanzata che ad una vela scuola.
La presenza di un acceleratore - del resto novità assoluta su vele biposto - avrebbe già di per sè dovuto metterci sull'avviso circa le velleità "corsaiole" di questo mezzo. In effetti, dopo aver ben regolato il sistema di carrucole, scopriamo che l'accessorio è facile da utilizzare, anche per il pilota tradizionalmente posizionato dietro il passeggero. Addirittura non è per niente difficile azionarlo con le mani, tanto poca è la forza che richiede. Con il suo uso si guadagnano alcuni preziosi km/h, che possono essere utili non solo in condizioni di competizione, ma anche e semplicemente in presenza di vento forte.
Per quanto riguarda i freni, questi partono morbidi per diventare ben presto molto fisici: già per mantenere il 50% della trazionatura in corrispondenza di ognuno dei due comandi, si deve sviluppare una forza superiore ai 6 kg. E' facile comprendere che in virata è importante aiutarsi con lo spostamento del peso (di pilota e, meglio, anche di passeggero). Tale accorgimento è peraltro particolarmente importante su questa vela per accentuarne alcuni pregi. La virata è infatti potenzialmente molto efficace: stretta, immediata, precisa e anche modulabile.
L'unico limite è in effetti costituito dalla resistenza delle braccia del pilota, in particolare nei lunghi voli in termica. In tale situazione è possibile apprezzare la buona efficienza della vela, esaltata da un'inclinazione equilibrata, che permette di non perdere troppi metri di quota anche quando si desidera stringere molto la virata.
Anche in dinamica ci si può divertire con il nuovo biposto della Paradelta, anche se il mezzo privilegerà comunque l'efficienza della manovra alla spettacolarità delle pendolate.
In turbolenza, è una vela piuttosto sensibile, che richiede al pilota di interpretare i messaggi che manda, rivelandosi poi estremamente reattiva e pronta alle correzioni. Difficilmente in questo modo si può arrivare ad una chiusura, anche se è vero che, soprattutto in condizioni limite, l'ala richiede di essere "tenuta" da un pilota con una certa dimestichezza con il volo performante.
Peraltro, anche nel caso la vela dovesse incorrere in una chiusura parziale, manterrà comunque un comportamento decoroso e prevedibile: la tendenza ad innescare la rotazione è limitata anche nel caso che la parte di bordo d'attacco collassata sia corposa.
Si rivela in realtà difficile non solo innescare volontariamente la chiusura, a causa della notevole pressione interna dell'ala, ma anche farla ruotare per più di 9C Più si aumenta l'entità della chiusura, in effetti, più rapida e violenta sarà la riapertura, mantenendosi invece inalterata la rotazione. In ogni caso, la pendolata di ritorno rimane piuttosto limitata, così come l'entità della perdita quota.
Se proviamo invece ad accentuare il movimento di rollio, arriveremo facilmente ad innescare dei wing-over. Tale manovra è facilitata su questa vela dalla sua buona sensibilità sugli assi, anche se i comandi sono un po' pesanti. 11 risultato è un compromesso: un innesco facile ma non elementare, si possono raggiungere e anche superare i 90' sull'orizzonte ma diventa importante un corretto spostamento del peso per poter accentuare la manovra ed evitare qualche piccola fastidiosa chiusura delle estremità quando l'inclinazione diviene realmente elevata. La manovra può essere comunque in ogni momento prontamente interrotta dall'intervento del pilota.
In atterraggio, ci si deve ricordare dei comandi che divengono progressivamente pesanti man mano che si va verso lo stallo; soprattutto in assenza di vento sarà perciò utile prevedere di atterrare con qualche m/h in più di velocità residua. Basta essere pronti ad una breve corsa, avendo cura di avvisare il passeggero di collaborare (una volta tanto!).
Per ottenere una facile e veloce discesa, il nuovo bipo Paradelta è dotato di due sistemi principali: le orecchie e la vite.
Il primo sistema si attiva mediante la trazionatura della maniglia collegata alle bretelle A ed appositamente strutturata. Si ottiene facilmente l'abbattimento delle estremità alari ed il conseguente aumento del tasso di caduta, che si posiziona attorno ai -3 m/s, valore nella media ma non sufficiente a liberarsi dalle situazioni più critiche. In compenso, la manovra si rivelerà molto utile per l'atterraggio ed in tutte quelle situazioni che non escono dal normale inviluppo di volo.
Lo svantaggio è costituito unicamente dalla necessità di dover lasciare i comandi per l'esecuzione della manovra; infatti, se tenuti in mano, causerebbero un notevole rallentamento dell'ala, proprio perché per fare le orecchie è necessario tirare la maniglia per almeno 20 cm.
Una manovra più drasticamente risolutiva è costituita invece dalla vite positiva. Si innesca con relativa facilità grazie alla sensibilità dell'ala sull'asse di rollio. E' possibile arrivare alla vite sia partendo da una virata già innescata (ma in questo caso è necessario che anche il passeggero collabori con lo spostamento del peso nelle sellette), che - più agevolmente - da una pendolata. In questo caso è possibile entrare in configurazione molto rapidamente ed ottenere in breve tempo un tasso di caduta anche superiore ai -10 m/s. E' sempre possibile modulare il tasso di caduta e la velocità di rotazione, anche se spesso il rilascio del comando interno alla virata causa l'uscita dalla vite e il ripristino obbligatorio del volo lineare. A questo proposito, l'uscita dalla vite richiede sempre l'intervento del pilota per evitare un'eccessiva contro-pendolata.

  • CONCLUSIONI E CONSIGLI DI UTILIZZO

Siamo di fronte, con questa nuova vela biposto, ad un prodotto equilibrato, che vanta alcune interessanti soluzioni costruttive, come la pedalina acceleratore analoga a quella delle ali singole.
In effetti, con tale accorgimento, un'efficienza più che buona sia nel volo rettilineo che in virata e la sensibilità di movimento sugli assi, c'è di che divertirsi.
Sembra proprio essere questa la propensione dell'ala: il divertimento e il volo performante, anche se non avremo nessuna preoccupazione a lasciare in mano i comandi ad un passeggero inesperto, a condizione che l'aria sia calma, visto che si rivela quasi impossibile lo stallo asimmetrico e l'innesco di negativo, vista la notevole forza da applicare sui comandi.
Va invece pilotata e "tenuta" in turbolenza, come ogni vela performante.
Qualche pensierino invece per l'atterraggio, che può essere complicato dalla necessità di piloti con braccia robuste e dall'effettivo sopraggiungere repentino dello stallo quando invece lo si anticipa troppo o si atterra in pendolata. Meglio rassegnarsi a qualche passo di corsa quando non c'è proprio vento.
Buona la reazione alla chiusura asimmetrica e le manovre di perdita quota.

  • TUTTO OMOLOGAZIONE

Il nuovo biposto Paradelta è omologato Biplace secondo la normativa europea.

  • IN ... E OUT ...

(+) Efficienza
(+) Acceleratore
(+) Chiusura asimmetrica
(-) Comandi fisici
(-) Volo in turbolenza tecnico

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