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     La sperimentazione e la ricerca.



La sperimentazione è sempre stata una costante della nostra ditta tanto che siamo stati i primi a sviluppare un manichino radiocomandato da terra, zavorrabile, in grado di compiere tutte le manovre necessarie durante il collaudo di una vela. Il principale punto a favore di questa macchina è che ci permette di rendere più oggettive le prove effettuate sui nuovi parapendio, facilitando la raccolta dei dati ottenuti nei voli test. Questo permette inoltre di annullare tutti i rischi a cui deve essere sottoposto il collaudatore, limitando il suo lavoro, comunque insostituibile, a perfezionare le caratteristiche di mezzi di cui già si conoscono le reazioni a configurazioni inusuali e quindi non sono definibili prototipi.

Un altro vantaggio apportato da una macchina di questo tipo sta nel fatto che in brevi laschi di tempo è possibile portare a termine un gran numero di prove anche su mezzi estremi o con caratteristiche assolutamente innovative, con in più la possibilità di monitorare con grande precisione la resistenza ed usura alla fatica dei materiali.

La ricerca di migliori prestazioni ci ha portato a sperimentare differenti forme in pianta e profili, arrivando a testare addirittura profili laminari (cioè con il punto di massima pressione spostato nella sua parte posteriore) fino ad arrivare alle vele attuali caratterizzate da una esigua presenza di cordini a vantaggio di una struttura interna costituita da centine diagonali in grado di dare grande solidità al parapendio.

E' fuori discussione inoltre che uno dei fattori principali che ha permesso di migliorare le prestazioni delle vele, fino ad oggi, sia stato l' incremento di allungamento alare, fattore che per molti anni abbiamo cercato di incrementare con l'adozione di soluzioni tecniche a volte molto innovative, come l'adozione di un longherone alare gonfiabile all'interno dell'ala.

Un altro ostacolo che deve essere affrontato dai progettisti di ali da parapendio è quello della resistenza aerodinamica prodotta dal fascio funicolare alla quale in casa Paradelta si è relativamente cercato di ovviare con l'utilizzo di particolari cordini costituiti da un'anima in Kewlar coestrusa con un rivestimento di materiale plastico elastometrico di durezza desiderata. Questa tecnologia ha  permesso di ridurre al minimo la sezione della fune e conseguentemente la sua resistenza senza danneggiare le fibre come invece farebbe una calza convenzionale molto stretta, oltre a ciò la guaina di plastica protegge al 100% l'anima da raggi ultravioletti ed umidità fattori deleteri per i cordini.

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